Sulla rivista scientifica Molecular Cell è stato pubblicato il 5 giugno 2025 uno studio di grande rilievo intitolato “Emerging mechanisms underlying formaldehyde toxicity and response”. A firmarlo sono Marta Valverde-Santiago e Lucas B. Pontel, ricercatori attivi rispettivamente presso il Centro Nacional de Investigaciones Oncológicas (CNIO) e il German Cancer Research Center (DKFZ). Il lavoro affronta in modo approfondito gli effetti tossici della formaldeide e il modo in cui le cellule vi reagiscono, offrendo una sintesi aggiornata e autorevole su un tema di estrema attualità per la comunità scientifica.
La formaldeide, da tempo classificata come cancerogena per l’uomo dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, è sia un inquinante ambientale che un metabolita endogeno. Essa viene prodotta naturalmente nelle cellule da numerose vie metaboliche e ha la capacità di reagire in modo molto rapido con biomolecole fondamentali come acidi nucleici e proteine. Lo studio mette in luce come questi legami chimici possano alterare profondamente l’equilibrio cellulare, causando danni al DNA, alle proteine e ai meccanismi redox, fino ad avere un impatto sui processi di differenziazione cellulare.
Particolarmente rilevanti sono le nuove scoperte sui meccanismi molecolari di riparazione dei legami crociati DNA-proteina e RNA-proteina indotti dalla formaldeide. Gli autori collegano questi meccanismi ad alcune patologie genetiche rare, tra cui l’anemia di Fanconi e le sindromi AMeD, Ruijs-Aalfs e Cockayne. In queste condizioni, una ridotta capacità di detossificazione cellulare rende i tessuti particolarmente vulnerabili alla tossicità della formaldeide, con effetti che possono compromettere anche la vitalità delle cellule staminali.
Lo studio sottolinea inoltre come l’accumulo endogeno di formaldeide possa indurre firme mutazionali simili a quelle riscontrate in diversi tipi di tumori. Viene anche evidenziato che i campioni di tessuto conservati con formaldeide mostrano pattern mutazionali che possono interferire con le analisi genetiche, un fattore critico per chi si occupa di sequenziamento del DNA a fini diagnostici o di ricerca.
Alla luce di queste evidenze, appare sempre più chiara la necessità di sostituire la formaldeide nei laboratori di patologia e biologia molecolare.
Le alternative oggi disponibili, come GAF® (Glyoxal Acid-Free), offrono una fissazione efficace dei tessuti senza i rischi associati all’esposizione prolungata a formaldeide. Addax Biosciences è impegnata da anni nello sviluppo e nella diffusione di soluzioni più sicure e sostenibili, capaci di garantire risultati affidabili tutelando al contempo la salute degli operatori e l’integrità del materiale biologico.
La pubblicazione su Molecular Cell rafforza la posizione di chi da tempo sostiene l’urgenza di un cambio di paradigma. Superare l’uso della formaldeide non è solo una scelta etica o precauzionale: è una misura necessaria, supportata dalla ricerca, per rendere più sicuri e moderni i contesti in cui ogni giorno si fanno diagnosi, si studiano patologie e si costruisce l’innovazione scientifica.


