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Esposizione a formalina durante i processi di conservazione dei cadaveri: un rischio professionale da affrontare

L’impiego della formalina nei processi di conservazione dei cadaveri è prassi consolidata nel settore della medicina legale e in quello funerario. Tuttavia, numerose evidenze scientifiche e casi documentati suggeriscono la necessità di riconsiderare l’uso di questa sostanza per ragioni legate alla salute e sicurezza dei lavoratori.

Il caso InvoCare: criticità operative e carenze nella gestione del rischio

Nel 2023, un’inchiesta condotta in Nuova Zelanda ha evidenziato livelli di esposizione alla formaldeide significativamente superiori ai limiti raccomandati all’interno di alcune strutture gestite da InvoCare, il principale operatore di servizi funerari del Paese. L’agenzia WorkSafe aveva già emesso un provvedimento nel 2021 per imporre misure correttive, tra cui l’adozione di monitoraggi sanitari sistematici e l’adeguamento dei dispositivi di protezione individuale. A distanza di tempo, tuttavia, diverse segnalazioni interne hanno confermato persistenti criticità, come l’assenza di controlli medici regolari e l’impiego di mascherine non conformi agli standard richiesti.

Evidenze epidemiologiche dagli Stati Uniti

Una ricerca condotta dal National Cancer Institute ha confermato l’esistenza di un aumento significativo del rischio di leucemia mieloide acuta tra imbalsamatori con oltre vent’anni di esperienza. L’analisi di coorti lavorative ha mostrato una correlazione diretta tra durata dell’esposizione professionale alla formaldeide e incidenza di patologie ematologiche.

Danni molecolari associati all’esposizione cronica

Ulteriori studi hanno rilevato alterazioni cromosomiche nelle cellule del midollo osseo di soggetti professionalmente esposti, confermando il potenziale mutageno della formaldeide. Tali risultati sono coerenti con la classificazione della sostanza come cancerogena di gruppo 1 da parte dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC).

Verso un approccio più sicuro: opportunità e responsabilità del settore

Alla luce delle conoscenze scientifiche attuali, emerge la necessità di adottare un approccio più responsabile e aggiornato alla gestione della conservazione dei corpi. Oggi sono disponibili sul mercato alternative meno tossiche e tecnologie di conservazione temporanea che riducono significativamente l’esposizione degli operatori a sostanze pericolose.

Investire nella sostituzione graduale della formalina con soluzioni più sicure non rappresenta solo un adeguamento normativo e sanitario, ma anche un’opportunità per rafforzare la sostenibilità e la reputazione etica delle imprese.

Per approfondimenti sul caso InvoCare: 

https://www.rnz.co.nz/news/in-depth/487690/mortuary-workers-were-exposed-to-potentially-dangerous-amounts-of-formaldehyde